Toyota Yaris: più precisione, meno carburante

Linee grintose, guida precisa e netti miglioramenti in consumi, emissioni, sprint e sicurezza. Questa è la nuova Toyota Yaris Hybrid, che però ha qualche dettaglio interno fatto in economia.

I primi esemplari della nuova Toyota Yaris arriveranno in Italia solo nel mese di giugno del 2020, ma, dopo averne scoperto le caratteristiche tecniche (vedi qui) adesso abbiamo potuto guidare un’auto di pre-serie: lievemente camuffata, con dettagli di messa a punto non ancora definitivi, ma del tutto simile alle auto che vedremo nelle concessionarie fra qualche mese. Della nuova Yaris arriverà anche una 1.0 a benzina da 72 cavalli (con prezzi di partenza attorno ai 15-16.000 euro), ma noi abbiamo provato il modello più interessante dal punto di vista tecnico, e non solo: ovverosia, quello ibrido. Per questa versione, ipotizziamo un listino “base” di 21-22.000 euro.

La Toyota Yaris è tutta nuova, e cambia profondamente già nella linea: le forme squadrate lasciano spazio a una carrozzeria molto più sinuosa, filante e personale, che mantiene la stessa lunghezza (con 394 cm rimane una delle più compatte della categoria) ma con una larghezza superiore di 5 cm e un’altezza inferiore di 4. Modifiche radicali riguardano anche l’abitacolo: addio alla posizione di guida rialzata, per fare posto a una seduta più bassa e a un volante di piccolo diametro (36,5 cm), quasi verticale e con un’ampia escursione in profondità. Insieme al sedile piuttosto avvolgente e non troppo morbido, questi elementi consentono di ottenere un’impostazione quasi sportiva, in sintonia con le forme esterne e, come vedremo, con il comportamento dell’auto. 

Piacevole la plancia della Toyota Yaris, dalle forme morbide e che incorpora un cruscotto digitale suddiviso in tre parti; molte delle indicazioni sono piccole, ma si leggono abbastanza bene. Nella consolle centrale spicca il display “touch” di 8” del sistema multimediale, che è ben visibile, ha Apple CarPlay e Android Auto (entrambi utilizzabili via cavo) ed è rapido nella risposta. Gli rimproveriamo una grafica un po’ vecchio stile, un navigatore non ancora a punto (capitava che le indicazioni fossero approssimative) e l’assenza di controllo a distanza dello stato dell’auto tramite smartphone. In compenso, si possono avere l’utile sistema di ricarica wireless dei cellulari predisposti e una finezza più unica che rara in questa categoria: l’head-up display a colori, che proietta su una superficie di ben 10” del parabrezza i dati più importanti, così che il guidatore li abbia sott’occhio senza doversi distrarre. Nel complesso, è un abitacolo accogliente, moderno e, già in questi primi esemplari, assemblato con attenzione; a dettagli raffinati, come i quattro alzavetro elettrici automatici e il “clima” bizona (ormai una rarità nelle piccole) si affianca, però, qualche economia, come il rivestimento del padiglione “povero” e la plafoniera solo nella zona anteriore; gli ampi inserti in feltro nelle porte sono originali ed eleganti, ma avremmo gradito un minimo di imbottitura in corrispondenza dei braccioli.  

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